Analisi del mercato del pomodoro da industria 2025

Analisi del mercato del pomodoro da industria 2025: riflessioni sul report Ismea tra produzione, export e nuove abitudini di consumo.

Il panorama mondiale del pomodoro sta attraversando una fase di profonda trasformazione, come confermato dagli ultimi dati del World Processed Tomato Council. La produzione globale ha raggiunto i 45,8 milioni di tonnellate, segnando una crescita del 3 per cento, ma la vera notizia riguarda il cambio della guardia al vertice.

Per la prima volta, la Cina ha superato la California, storicamente leader del settore, grazie a un balzo produttivo del 31 per cento. In questo contesto di grandi manovre internazionali, l’Italia tiene bene la posizione, confermandosi il terzo produttore al mondo e il primo trasformatore in Europa, nonostante un lieve calo dei volumi complessivi del 2,4 per cento.

Osservando più da vicino la situazione italiana, emerge un quadro fatto di luci e ombre. Da un lato, le aziende agricole hanno investito molto, aumentando le superfici coltivate dell’11 per cento fino a superare i 75.900 ettari, con una spinta decisa soprattutto nel Centro-Sud.

Dall’altro, però, la natura ha presentato un conto salato. Tra la siccità estrema che ha colpito il Mezzogiorno e le piogge incessanti accompagnate da patologie fungine nel Nord, le rese per ettaro sono crollate ai minimi storici, scendendo sotto i 700 quintali. Questa scarsità di frutti sani ha costretto le industrie a utilizzare quantità maggiori di materia prima per ottenere la stessa quantità di prodotto finito, complicando non poco la gestione operativa e industriale.

Sul fronte dei costi e dei prezzi, si respira un’aria di parziale assestamento. Dopo anni di forti rincari, i costi di produzione per gli agricoltori sono leggermente calati, aiutati dalla discesa dei prezzi energetici. Anche i prezzi pagati alle aziende agricole per il pomodoro tondo e lungo hanno visto una flessione significativa.

Per quanto riguarda i consumatori, i prezzi sugli scaffali della grande distribuzione si sono stabilizzati, crescendo in media del 3 per cento. È interessante notare come stiano cambiando le abitudini delle famiglie: oggi si preferiscono prodotti ad alto contenuto di servizio, come passate e sughi pronti, mentre i classici pelati e le polpe stanno perdendo terreno nelle preferenze d’acquisto.

Le notizie più incoraggianti arrivano dai mercati esteri. Il comparto delle conserve di pomodoro rimane una delle punte di diamante del nostro agroalimentare, con un valore delle esportazioni che ha superato i 3 miliardi di euro e un saldo commerciale attivo per oltre 2,7 miliardi. La Germania resta il nostro mercato di sbocco principale, seguita dal Regno Unito, ma si registrano crescite straordinarie in Austria e una buona ripresa dei flussi verso gli Stati Uniti. A trainare le vendite oltreconfine sono soprattutto le passate, che hanno visto un incremento del valore del 15 per cento, insieme ai concentrati.

Guardando al 2025, lo scenario appare complesso ma non privo di opportunità. A livello globale ci troviamo di fronte a un eccesso di offerta che sta spingendo verso il basso i prezzi internazionali dei concentrati.

Tuttavia, i prodotti finiti di alta qualità e a maggior valore aggiunto mantengono un posizionamento solido. In Italia, la domanda interna sta dando segnali di risveglio con un aumento dei volumi d’acquisto del 4,7 per cento.

Un contributo importante arriva anche dal settore della ristorazione e del turismo, che grazie al costante afflusso di visitatori stranieri continua a sostenere i consumi fuori casa, offrendo una prospettiva di stabilità per l’intera filiera.

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