Biologico comparto in crescita nonostante la crisi

Marketing: Perchè si acquista biologico?

Marketing: Perchè si acquista biologico?

La filiera biologica made in Italy cresce e  gode di ottima salute nonostante la crisi. Superfici, produttori,  punti vendita della distribuzione al dettaglio e della ristorazione sono in crescita.

Ecco i numeri
Secondo i dati Sinab, in Italia le aree dedicate alle colture biologiche hanno raggiunto nel 2013 una superficie di 1,3 milioni di ettari (149mila ettari in più rispetto al 2012, +12,8%), portando i terreni bio al 10% del totale delle aree agricole del paese.

Le colture bio che hanno registrato un maggior incremento in termini di superfici coltivate sono quelle destinate a frutta fresca (+46% rispetto al 2012) e frutta in guscio (+30%), bene anche agrumi (+14%) e ortaggi (+4%).

Le superfici dedicate a ortofrutta biologica hanno così superato i 123mila ettari, pesando per il 9,4% sul totale dei terreni dedicati al bio in Italia.

Aumentano produttori e preparatori, oggi sono 52.383 (+5,4% rispetto al 2012) e i distributori: 1.277 i negozi che vendono prodotti biologici (+24% rispetto al 2004).

In fortissima espansione anche la proposta di locali della ristorazione bio (350, +92% in 10 anni) e di agriturismi (1567, +103%).

Nel 2013, le vendite complessive di prodotti alimentari a marchio bio in tutti i canali (gdo, pdv specializzati, ristorazione), hanno raggiunto 2,3 miliardi di euro, segnando un +7% rispetto al 2012.

Il tasso di penetrazione, cioè la quota di famiglie che negli ultimi 12 mesi ha acquistato in almeno un’occasione un prodotto alimentare a marchio bio, sale dal 53% del 2012 al 59%. Questo significa che sei famiglie italiane su 10 hanno acquistato almeno una volta un prodotto biologico. Cresce il numero di famiglie acquirenti: in due anni 1,7 milioni di nuclei familiari in più hanno acquistato bio in almeno un’occasione, e aumenta la cifra destinata al bio: 39 euro contro i 28 del 2011.

Il bio incide sul totale della spesa alimentare per circa il 2%, ma solo 10 anni fa, la quota era appena di qualche centesimo di punto

Perché si acquista bio?
Diversi sono i fattori che incidono sulla propensione all’acquisto di prodotti biologici. Il tasso di penetrazione è più alto nelle famiglie con reddito mensile familiare medio-alto (raggiunge il 69%) ma accanto alla capacità di spesa sale l’interesse verso il bio quando in famiglia c’è una forte motivazione: la presenza di figli in età prescolare (69%) o dove si segue, per scelta o necessità, uno stile di vita attento al cibo.

 Nelle famiglie dove sono presenti vegetariani o vegani la quota sale al 78%; anche chi ha disturbi o malattie che impongono grande attenzione alla dieta ha una propensione al bio molto più elevata (68%).

I prodotti ortofrutticoli freschi si confermano la categoria su cui ricade il maggior interesse del consumatore italiano: oltre il 70% delle famiglie acquirenti di prodotti bio dichiara di aver acquistato frutta e verdura a marchio bio in almeno un’occasione negli ultimi 12 mesi.

Chi acquista ortofrutta bio ha tratti distintivi: innanzitutto il primo acquisto è collocato lontano nel tempo (ben più di 5 anni fa).

Non si acquista ortofrutta bio perché oggi va di moda, ma perché c’è un forte interesse verso le garanzie aggiuntive offerte dai marchi su questa categoria di prodotti.

Mangiare frutta e ortaggi privi di pesticidi e chimica di sintesi è la motivazione prevalente per l’80% di chi acquista, a fronte di una quota del 70% sul totale degli acquirenti bio.

Ma anche il processo d’acquisto assume dimensioni distintive: l’origine italiana, il made in italy  è il principale criterio di scelta dell’ortofrutta

Dove si Acquista
Chi acquista ortofrutta bio preferisce i punti vendita specializzati ma si approvvigiona anche direttamente dal produttore, in mercati contadini o attraverso gruppi d’acquisto solidale.

Quando fa la spesa nella gdo lo fa per comodità, compra alimentari per tutta la famiglia, scegliendo comunque un’insegna in grado di proporre un’ampia scelta anche nella categoria dei freschi.

Il futuro?
Per il futuro è difficile immaginare inversioni di questi trend, la domanda è forte e in grande espansione, sia in termini di spesa che di numero di acquirenti. Fondamentale sarà anche l’esito del confronto sul nuovo Regolamento europeo del biologico, che dovrà entrare in vigore nel 2017.

Oggi presenta un quadro di luci e ombre e deve introdurre modifiche che lo rendano uno strumento concreto a sostegno della crescita del settore

Fonte:  Fresh point Magazine, Sana, Sinab Italia, Sole 24 ore agricoltura

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