Come un semplice cittadino o una piccolissima impresa può partecipare ad un progetto di innovazione disruptive

PROGETTO AEROPONICA PARTECIPATA. UN PROGETTO CHE PARTE DALLA SICILIA PER LA SICILIA.

Fonte http://agritecture.com/post/52153344377/can-city-farms-feed-a-hungry-world-nowadays-it

Fonte http://agritecture.com/post/52153344377/can-city-farms-feed-a-hungry-world-nowadays-it

Con grande piacere abbiamo l’onore di presentarvi un nostro progetto tutto siciliano.

Il progetto vuole partire dalla Sicilia, la terra ove si è praticata e si pratica la serricoltura ormai da oltre mezzo secolo.

Una idea progettuale che parte dal basso, chiede la partecipazione di tutti, senza alcuna distinzione di razza, di genere, di età.
Si chiede solo un piccolo investimento che darà i suoi frutti : l’acquisto di una quota pari a mille euro per partecipare ad una rete di cittadini ed imprese attraverso un contratto di associazione in partecipazione.

Le quote da acquistare sono 500 dal valore nominale di euro 1000 (mille).

L‘Advisor  garante sarà un intermediario finanziario collaborato da un consulente o notaio per la costituzione della rete e il conferimento delle quote in associazione di parteciapazione.

Si tratta di una sorta di crowdfunding polverizzato, ove chiunque può dare una mano  e partecipare concretamente  per il riscatto tecnologico ed innovativo della Sicilia.

La tecnologia da introdurre è  l’aeroponica ad alta pressione che a differenza della sperimentazione già effettuata, come in video qui allegato,  apporterà ulteriori benefici in termini di riduzione dei costi di materie prime ed efficientemento energetico.

Video Coltivazione di Pomodoro in Aeroponica orizzontale e verticale in Sicilia. La pianta ha prodotto 36 palchi. Ogni grappolo circa 800 gr. Resa pianta in media 28,8 Kg. Densità di impianto n° 6 piante per mq pari a una resa  di quasi 173  kg metro quadro.

Attraverso la tecnologia aeroponica possiamo finalmente utilizzare come superficie coltivabile, lo spazio. Per spazio si intende l’altezza, in quanto le radici delle piante sono sospese in aria e quindi prescindere dal suolo. Sostanzialmente il terreno agricolo non serve.

Il  modello proposto ci  permette di spostare il sistema di produzione dalla campagna in città. In altri termini, se adottiamo tale modello,  possiamo coltivare ortofrutta sui tetti di casa, dentro il nostro  garage, dentro magazzini (luce a led) dismessi,  sul davanzale, su zattere, in zone con poca acqua.

Ciò è possibile, in quanto la tecnologia non fa uso di suolo e la fertirrigazione avviene per nebulizzazione ad alta pressione  con apporto minimo di acqua. Una piccola bagnatura, a nebbia, delle radici per 5 secondi ogni 5 minuti, Ovviamente la frequenza aumenta in caso di innalzamento delle temperature.

Il progetto è il frutto di un lavoro di circa 10 anni che oggi vogliamo trasferire alla collettività siciliana per una partecipazione attiva del cittadino allo sviluppo del territorio siciliano. Gli americani ci sono molto vicini. Hanno creato le loro fattorie in città, ma utilizzano tecnologie costose basate su un substrato acqua che può facilitare il manifestarsi di microrganismi (salmonella ) nocivi in vegetale. A loro favore il fatto che  hanno creato  per primi (oltre ad una esperienza a Singapore) quello che noi definiamo  cm zero perchè è direttamente il consumatore finale che raccoglie il suo frutto o cespo di verdura.

Oltre alla sperimentazione, la partecipazione attiva al progetto dei singoli cittadini, dei giovani, dei disoccupati, degli emigrati, delle imprese, delle banche, dei venture capital, dei confidi, della associazioni, della associazioni di categoria, apporta notevoli benefici in termini di conoscenza e pertanto condivisioni di esperienza e del saper mettere in pratica.

Spieghiamo  il concetto meglio.

Per esempio gli imprenditori agricoli potranno verificare direttamente se l’investimento rende in termini economici prima di affrontare un grosso investimento magari attingendo a fondi comunitari, nazionali e regionali.  La partecipazione permette l’accesso alla conoscenza e alle informazioni necessarie per  supportare decisioni e la valutazioni del rischio. Potranno valutare anche la facilità di gestione di una serra aeroponica fatta di sensori e controller.

La su facilità di utilizzo (usabilità in termini tecnici) e la configurazione della produzione abbassa le barriere in entrata per quelle persone che hanno magari difficoltà motorie. (inclusione sociale).

In definitiva il processo non è agricolo, con la zappa, le sementi, il trattore. E’ cosa diversa, è un approccio industriale, le stagioni non esistono più (sempre stessi parametri di temperatura, umidità, ph. conducibilità, concentrazione di CO”, etc), i cicli si abbreviano, le colture sono modificabili in poco tempo, il sistema può essere automatizzato, i quantitativi possono essere programmati in funzione della domanda, la trasformazione può avvenire in situ.

I giovani disoccupati potranno sperimentare di persona se l’innovazione è di loro interesse ed adottarla oin Sicilia o all’estero,  magari facendone una in Svizzera o in Francia, Inghilterra (vi assicuriamo che in questo caso il ritorno dell’investimento è quasi immediato, in meno di due anni).

Le famiglie potranno toccare per mano la tecnologia e verificare di persona l’innalzamento della sicurezza degli orticoli e dei frutti prodotti, il sapore, il gusto, il colore. Siamo al di là del prodotto biologico, la serra di coltura nella sua configurazione ideale non permette alcuna contaminazione per via aerea o polveri.

Le imprese di natura  bancaria e le associazioni  potranno avere visibilità e partecipare attivamente allo sviluppo imprenditoriale della Regione Sicilia,  nonché essere interlocutori  privilegiati in qualità di partner e fornitori in caso di ulteriori investimenti magari in cofinanziamento con quelli pubblici.

Per esempio le banche avranno la possibilità di verificare in campo la validità dell’iniziativa, e individuare griglie di valutazioni (scoring) dell’iniziativa ed imparare magari nel valutare le aziende agricole ben diverse da quelle industriali, artigianali, dei servizi, etc.

Le società di costruzione avranno l’occasione di trovare nuove soluzioni innovative, superando le contraddizioni, lungo il percorso di innovazione.

Questo progetto non chiede contributi pubblici, vuole far nascere questo progetto con la partecipazione diretta dei siciliani. Ovviamente è aperto anche a chi ama la Sicilia e magari si trova altrove per motivi affettivi, di nascita, etc.

La sperimentazione ci dirà quali azioni intraprendere, quali mantenere, quali correggere.

Siamo conviti che  la natura altamente innovativa dell’iniziativa (disruptive innovation) del progetto farà nascere e svilupperà tutto l’indotto che auspichiamo che sarà esclusivamente Made in Sicily.

Ciò significa aumento dell’occupazione, nuove imprese, nuovi servizi per il marketing, per l’Ecommerce per l’internazionalizzazione della tecnologia.

Abbiamo intenzione di creare in Sicilia la fabbrica dei pannelli e delle canaline da utilizzare in aeroponica verticale ed orizzontale, utilizzando anche materiale di scarto vegetativo di fine campagna  proveniente dalle serre (piante di pomodoro, peperoni, melanzane, canneti, etc) e dalle potature di vigneti, carrubeti, uliveti e mandorleti.

Siamo convinti che il progetto avrà ricadute in termini  di nascita di nuove imprese, di sviluppo di quelle preesistenti, aumento e specializzazione delle imprese vivaistiche che si uniformeranno alle direttive della nuova innovazione, e differenziandosi, così,  rispetto ai concorrenti.

Vogliamo creare un indotto dei film sottili per coperture delle serre.

Questi film sottili (per esempio la plastica sarebbe sostituita con elettrodi a film sottili a base di grafene, clorofilla ed altri materiali) oltre a far passare in serra la luce del visibile e idoneo ad ostacolare la luce che causa l’aumento delle temperature (raggi infrarossi).

La loro natura composita è idonea a produrre energia elettrica (fotovoltaico al grafene), e perché no, in grado di produrre microalghe (clorofilla)  per fini energetici e di consumo umano ed animale. Il modello è trasferibile nelle civili abitazioni, in magazzini, opifici e  ville di campagne

Il progetto intende creare un notevole impatto oltre alla nascita di  nuovi tecnici, di nuovi ingegneri del software e di esperti in supporto alle decisioni, creare nuove aziende che si specializzano in fertilizzanti costruiti attorno all’aeroponica, creare nuovi manager che si approcciano all’agroalimentare dal punto di vista del mercato, del consumatore e del problem solving.

Vogliamo utilizzare la tecnologia 3d nel progettare i rimodellare nuovi ugelli per la nebulizzazione e le sue tubature.

Altre iniziative seguiranno a queste.

Abbiamo in mente un villaggio turistico ad emissioni zero che al contempo possa essere il catalizzatore della scienza e della conoscenza in ambito energetico, agroalimentare ed ambientale. Il villaggio turistico per chi ama la scienza e la tecnologia. All’interno nessuna emissione di CO2.

Ritornando al nostro progetto aeroponico.

Sono disponibili 500 quote dal valore di 1000 € cadauno. L’obiettivo è raggiungere 500 mila euro che serviranno per acquistare tutta la tecnologia disponibile, costruire la serra  e tutti i sistemi o sottosistemi della serra aeroponica. Un lungo processo segmentato per punti critici con un approccio predittivo rispetto alla manifestazione di problemi tecnici di qualsiasi natura.

Il progetto prevede la costruzione di 2500 mq di serra in ferro tubolare e senza fondamenta,  su cui si svilupperà una superficie verticale di circa 10mila mq.

Si attendono rese del 50% in più a pianta rispetto alle colture tradizionali, una densità di coltivazione quintuplicata, un dimezzamento del ciclo vegetativo, la riduzione del 90% di acqua, del 70% di fertilizzanti, zero pesticidi ed automazione dei processi di trapianto, raccolta e post raccolta.

Siamo convinti che l’iniziativa potrebbe dare degli utili.
Il 50% degli utili sarà ridistribuito in proporzione alle quote detenute a copertura delle quote sottoscritte. Il progetto, se ritenuto valido sarà affidato a dei giovani stipendiati dalla rete in associazione.  La rimanente parte reinvestite per far nascere e validare nuove idee imprenditoriali e vi assicuriamo sono tante.

La forma giuridica  della iniziativa proposta  (governance) sarà una rete di cittadini e di imprese per l’innovazione attraverso un contratto in associazione  di rete volto al raggiungimento dell’obiettivo di realizzare una serra a tecnologia aeroponica  ad alta pressione (HPA) sostenibile economicamente,  sostenibile socialmente e a basso impatto ambientale. La durata prevista per la costruzione e la realizzazione è di 12 mesi. I fornitori delle tecnologie sono stati individuati.

In conclusione, riteniamo, con questo progetto partecipato,  di contribuire ad elevare la sicurezza alimentare, a ridurre l’impatto ambientale, a rendere disponibile e collaudata ai futuri imprenditori una tecnologia vincente e strategica,  a diminuire la dipendenza dal petrolio e al contempo trasferire la conoscenza a livello internazionale in coerenza agli obiettivi strategici nazionali ed europei.

Contribuisci anche tu a questa iniziativa scrivendoci la tua impressione, i tuoi suggerimenti, aderendo o magari aiutaci solo diffondendo questa notizia fra i tuoi amici e nei social network.

Se vuoi aderire all’ iniziativa sin d’ora scrivi a info@innovazionevincente.it.

Fra pochi giorni (una settimana o due) sarà aperta una sezione privata del progetto con relativo business plan ed informativa dell’iniziativa visibile solo ai partecipanti.

Il sito web di riferimento sarà www.innovazionevincente.it.

Controllatelo di tanto in tanto. Per adesso ci sono piccoli spunti. E’ una alternativa al solito scusate “sito web in costruzione “

Un forte abbraccio a tutti voi.
Stampa questo articolo e fallo conoscere in giro.

Bartolomeo Uccio Pazienza.
Compagnia del Mediterraneo Società Cooperativa.

 

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