Parco Agrisolare, Fondo perduto 2022 per impianti fotovoltaici

 Fotovoltaico per imprese agricole e della trasformazione dei prodotti agricoli Image by Samuel Faber from Pixabay


Fotovoltaico per imprese agricole e della trasformazione dei prodotti agricoli
Image by Samuel Faber from Pixabay

L’intervento “Parco agrisolare”, missione 2, componente 1, investimento 2.2,  prevede  l’erogazione di un contributo a fondo perduto per la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale.

OBIETTIVO DELLA MISSIONE
L’investimento persegue l’obiettivo di creare e migliorare l’infrastruttura connessa allo sviluppo, all’adeguamento e all’ammodernamento dell’agricoltura, compresi l’accesso ai terreni agricoli, la ricomposizione e il riassetto fondiari, l’approvvigionamento e il risparmio energetico e idrico.

Per le aziende agricole di produzione primaria e le imprese attive nel settore della trasformazione di prodotti agricoli, gli impianti fotovoltaici sono ammissibili agli aiuti unicamente se l’obiettivo e’ quello di soddisfare il fabbisogno energetico dell’azienda e se la loro capacita’ produttiva non supera il consumo medio annuo combinato di energia termica ed elettrica dell’azienda agricola, quello familiare compresi quelli destinati alla ricezione ed ospitalità nell’ambito dell’attività agrituristica.. La vendita di energia elettrica e’ consentita nella rete purche’ sia rispettato il limite di autoconsumo annuale,

La vendita di energia elettrica è consentita nella rete purché sia rispettato il limite di autoconsumo annuale.

Unitamente su richiesta dell’impresa possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:

a) rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;

b) realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale;

c) realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di areazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Soggetti beneficiari

a) Imprenditori agricoli, in forma individuale o societaria;

b) imprese agroindustriali

c) indipendentemente dai propri associati, le cooperative agricole che svolgono attività di cui all’art. 2135 del codice civile e le cooperative o loro consorzi di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228. 2.

Sono esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore ad euro 7.000,00.

Interventi e spese ammissibili

Gli interventi ammissibili all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.

Sono considerate ammissibili, ove effettivamente sostenute e comprovate, le seguenti spese:

a) per la realizzazione di impianti fotovoltaici: acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter , software di gestione, ulteriori componenti di impianto;

  • sistemi di accumulo;
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  • costi di connessione alla rete; fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo.

In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 50.000,00.

 b)  rimozione e smaltimento dell’amianto, ove presente, e l’esecuzione di interventi di realizzazione o miglioramento dell’isolamento termico e della coibentazione dei tetti e/o di realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): demolizione e ricostruzione delle coperture e fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi, fino ad un limite massimo ammissibile di euro 700,00/Kwp.

Intensità di aiuto a fondo perduto

50% per le imprese agricole ricadenti nelle seguenti regioni:  Molise,  Campania,  Puglia,  Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

40% per le imprese agricole ricadenti nelle altre  regioni.

Le aliquote di aiuto su indicate possono essere maggiorate di 20 punti percentuali per:

  • giovani agricoltori o gli agricoltori che si sono insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto;
  • gli investimenti collettivi, come impianti di magazzinaggio utilizzati da un gruppo di agricoltori o impianti di condizionamento dei prodotti agricoli per la vendita;
  • gli investimenti in zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013.

50% per le imprese operanti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli ricadenti nelle seguenti regioni:  Molise,  Campania,  Puglia,  Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

40% per le imprese operanti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli ricadenti nelle altre  regioni.

50% per le imprese operanti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli ricadenti nelle seguenti regioni:  Molise,  Campania,  Puglia,  Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

40% per le imprese operanti nel settore della trasformazione di prodotti agricoli ricadenti nelle altre  regioni.

Fonte PNRR, Ministero Politiche Agricole. 

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