Diversificazione dell’azienda agricola. Latte di Asina valida alternativa.

Il latte d’asina è considerato il più simile a quello della donna che allatta.

latte di asina

Esso è  diventato un alimento fondamentale nella dieta dei neonati allergici alle proteine del latte vaccino. La sua utilizzazione in campo pediatrico risale già al tempo dei Greci. Per i Romani era una bevanda di lusso. Ippocrate lo raccomandava per ogni tipo di problema. Georges Louis Leclerc, conte di de Buffon, naturalista e biologo francese, molto noto e stimato nella Francia settecentesca, lo segnala nella sua Storia Naturale. All’epoca, e soprattutto a Parigi, vennero attivate molte stalle asinine, dove le signore eleganti si recavano al fine di ottenere la preziosa bevanda. Arrivando ai nostri giorni dal 1990 c’è stato un risveglio scientifico sull’argomento con una vasta produzione scientifica.

Molti studi hanno infatti chiaramente dimostrato che il latte d’asina, le cui caratteristiche composizionali ed organolettiche sono più vicine al latte umano, può costituire l’alimento di elezione in bambini con allergie alimentari nei primi mesi di vita, spesso refrattari ad altri trattamenti, consentendo allo stesso tempo al neonato la formazione di un normale e completo sistema immunitario.

Inoltre alcuni Autori prospettano un ruolo di questo alimento nei processi di osteogenesi, nella terapia dell’arteriosclerosi, nel recupero degli infarti cardiaci, nei casi di senescenza precoce, nelle diete ipocolesterolemiche.

L’industria tradizionale risponde con gli idrolisati spinti di proteine o delle formule di aminoacidi o formule a base di proteine di soia, che presentano dei limiti oggettivi a causa del gusto poco gradito, dei costi gestionali elevati, e soprattutto del pericolo persistente di manifestazioni allergiche gravi anche verso questi alimenti ritenuti “sicuri” o lo sviluppo di altre manifestazioni allergiche verso altri alimenti.

Tale settore può essere una valida azione di diversificazione dell’azienda agricola. Inoltre essendo un animale in via di estinzione, appartenente a pieno titolo alla biodiversita autoctnona, il suo acquisto a fini riproduttivi può essere finanziato dai nuovi PSR.

Fonte: Stefano Capretta – Barolomeo Pazienza

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