FINANZIAMENTO E FONDO PERDUTO (fino al 50%) PER DISOCCUPATI CHE INTENDONO AVVIARE UN’ATTIVITA’ DI LAVORO AUTONOMO IN FORMA DI DITTA INDIVIDUALE (AUTOIMPIEGO)

Impresa mettersi in proprio

Agevolazioni per mettersi in propria e fare impresa

L’agevolazione è rivolta a persone fisiche di qualsiasi età che intendono avviare un’attività di lavoro autonomo o professionale  in forma di ditta individuale con sede legale, operativa ed amministrativa nelle regioni Abruzzo,  Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

La ditta individuale deve essere costituita dopo la presentazione della domanda.

Per poter presentare la domanda i proponenti disoccupati devono essere in possesso dei seguenti requisiti

  • maggiorenne alla data di presentazione della domanda
  • non occupato alla data di presentazione della domanda  da almeno sei mesi
  • residente nel territorio nazionale alla data del 1 gennaio 2000 oppure da almeno sei mesi alla data di presentazione della domanda

Oltre ai requisiti di disoccupazione e residenza, il cittadino extracomunitario deve essere in possesso della carta di soggiorno, o di permesso di soggiorno la cui scadenza sia almeno 12 mesi dopo la data di presentazione della domanda.

Non possono avvalersi dell’agevolazione i titolari di rapporti di lavoro dipendente di qualsiasi natura, cassa integrati,  chi ha contratto di lavoro a progetto, i liberi professionisti, titolari di partita IVA anche se non movimentata, gli imprenditori, gli artigiani.

ATTIVITA’ FINANZIABILI
Le iniziative agevolabili possono riguardare qualsiasi settore (produzione di beni, fornitura di servizi, commercio).

Non sono agevolabili le attività che si riferiscono a settori esclusi dal CIPE o da disposizioni comunitarie. In particolare sono escluse:

  • Produzione primaria di prodotti agricoli di cui all’allegato I del Trattato CE
  • Pesca e acquacoltura

Sono inoltre esclusi gli aiuti destinati all’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi.

MASSIMALE DI INVESTIMENTO
L’investimento complessivo
 non può superare i 25.823 Euro IVA esclusa.

L’attività finanziata deve essere svolta per un periodo di almeno 5 anni a decorrere dalla data di delibera di ammissione alle agevolazioni.

AGEVOLAZIONI
Le agevolazioni previste sono:

  • mutuo agevolato per gli investimenti, restituibile in cinque anni,  nella misura del 50% del totale dei contributi concedibili (investimenti ammissibili + massimale del contributo in conto gestione). Comunque, per un importo non superiore a 15.494 euro;
  • contributo a fondo perduto per gli investimenti, in misura pari alla differenza tra gli investimenti ammessi e l’importo del mutuo agevolato;
  • contributo sulle spese di gestione, per il 1° anno, per un ammontare massimo di 5.165 euro.

Le spese di investimento (beni di utilità pluriennali quali macchinari, attrezzature, scaffalature, mobili, etc)  e di gestione (spese di funzionamento) considerate “ammissibili” ai fini del calcolo dell’ammontare delle agevolazioni sono:

  • per l’investimento
    • attrezzature, macchinari, impianti e allacciamenti;
    • beni immateriali a utilità pluriennale;
    • ristrutturazione di immobili, entro il limite massimo del 10% del valore degli investimenti.
  • per la gestione
    • materiale di consumo, semilavorati e prodotti finiti, nonché altri costi inerenti al processo produttivo;
    • utenze e canoni di locazione per immobili;
    • oneri finanziari (con l’esclusione degli interessi del mutuo agevolato);
    • prestazioni di garanzie assicurative sui beni finanziati.

Non è possibile rilevare o affittare in tutto o in parte una attività già esistente (ad esempio un bar, un ristorante, un laboratorio artigianale, etc).

E’ possibile acquistare beni usati purchè non siano stati già agevolati, sono funzionanti e certificati da perizia giurata e vengano allegate le fatture originali o le registrazioni comprovanti tutti i passaggi di proprietà dalla vendita al beneficiario finale
Non è possibile acquistare beni usati tra parenti e affini entro il secondo grado

La valutazione della domanda contenente un piano di impresa, prevede le seguenti verifiche:

  • la verifica formale (preliminare) della domanda presentata, volta ad accertare la sussistenza di quei requisiti la cui assenza pregiudica direttamente ed oggettivamente la possibilità di accedere ai benefici di legge (requisiti di accoglibilità)
  • la verifica di merito – basata sui criteri fissati dal CIPE, che riguardano la coerenza tra il profilo del proponente e l’idea imprenditoriale, la fattibilità tecnico-economica dell’iniziativa e, infine, la sua cantierabilità, ovvero l’effettiva e immediata realizzabilità – articolata in due fasi:
    1. l’analisi della domanda presentata;
    2. un colloquio con il proponente, che verterà sulle seguenti aree tematiche di approfondimento: competenze, mercato, aspetti gestionali, aspetti economici e finanziari. La mancata partecipazione al colloquio nelle date che verranno comunicate dall’Agenzia nazionale comporterà il rigetto della domanda.

Dopo la presentazione della domanda è possibile avviare l’attività ma tutte le spese per investimenti o di gestione sostenute prima della delibera di ammissione non possono essere agevolate.

Alla valutazione della domanda, fa seguito la Delibera di Non Accoglibilità, di Ammissione o Non Ammissione alle agevolazioni.

In caso di esito  positivo si procede alla stipula del Contratto di Concessione delle Agevolazioni, che è l’atto formale che regolamenta i rapporti e i reciproci obblighi tra Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione d’investimenti e lo sviluppo d’impresa SpA e il beneficiari.

In generale è prevista l’erogazione in due soluzioni, un anticipo e un saldo. Per quanto riguarda gli investimenti, al momento della stipula del contratto di finanziamento, è possibile richiedere un anticipo pari al 40% del totale delle agevolazioni per gli investimenti.

Il saldo sarà erogato in un’unica soluzione, una volta completati gli stessi, anche sulla base di fatture che possono essere quietanzate (pagate) successivamente all’erogazione del saldo.

La richiesta di rimborso delle spese di gestione del primo anno di attività dovrà essere presentata entro 18 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento.

Attenzione il soggetto richiedente deve essere coinvolto in prima persona nella prestazione offerte alla clientela.

Per un periodo di almeno cinque anni dalla data della delibera di ammissione alle agevolazioni, il beneficiario non può essere titolare di alcun tipo di contratto di lavoro a tempo pieno. È consentito svolgere, oltre agli incarichi professionali coerenti con l’attività finanziata, le attività a tempo parziale e/o occasionali e/o stagionali, a condizione che esse consentano di continuare a svolgere l’attività finanziata.

La ditta individuale può essere trasformata  nella sua forma giuridica previa autorizzazione a condizione che la nuova forma giuridica sia una di quelle ammesse alle agevolazioni per l’autoimpiego (società di persone)

 La misura agevolata è attiva. 

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