Nuovo modello di business verde: il sequestro di carbonio da parte di agricoltori e silvicoltori

Sequestro-carbonio

Il Green Deal voluto dalla Commissione Europea definisce una nuova strategia di crescita sostenibile e inclusiva per stimolare l’economia, migliorare la salute e la qualità della vita delle persone, prendersi cura della natura e non lasciare indietro nessuno.

Il Green Deal europeo vuole contribuire a  rendere l’Europa il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050. In questo contesto nasce un nuovo modello di busisiness verde.

Il fulcro del nuovo modello di business verde è il sequestro del carbonio da parte di agricoltori e silvicoltori.

Le pratiche agricole che eliminano la CO2 dall’atmosfera contribuiscono all’obiettivo della neutralità climatica e dovrebbero essere ricompensate attraverso la politica agricola comune (PAC) o altre iniziative pubbliche o private (mercato del carbonio).

Attraverso la certificazione degli assorbimenti di carbonio nel settore agricolo e forestale essi rappresentano titoli di credito verso pagamenti a favore degli agricoltori e dei silvicoltori per il sequestro del carbonio da essi garantito.

Gli Stati membri, tra cui l’Italia,  potrebbe utilizzare tale certificazione di sequestro di CO2 basato su norme rigorose,  per concepire pagamenti della PAC.

Le imprese private che emettono carbonio potrebbero essere interessate ad acquistare tali certificati per sostenere l’azione per il clima, fornendo così agli agricoltori e ai silvicoltori un ulteriore incentivo (oltre ai pagamenti della PAC) al sequestro del carbonio.

Questo nuovo modello di business,  offre agli agricoltori una nuova fonte di reddito e aiuta altri settori a decarbonizzare la filiera alimentare.

La Commissione elaborerà un quadro normativo per la certificazione degli assorbimenti di carbonio basato su una contabilizzazione del carbonio solida e trasparente al fine di monitorare e verificare l’autenticità degli assorbimenti.

Solo per fare un esempio un ettaro terreno (10.000 mq)  lasciato a prato, senza lavorazione, senza intervento meccanizzato,  in un anno, sequestra 5 tonnellate di CO2.

Di seguito si ipotizza il flusso dei ricavi del nuovo modello di business verde.
( Nostra elaborazione a cura di Bartolomeo Uccio Pazienza).

Ad esempio un Tep = 5.347,59 kWh per i consumi elettrici
Il valore medio di 1 tep (certificato bianco fonte GSE) al  26 maggio 2020 è di € 260 circa

Per produrre un kWh elettrico vengono bruciati mediamente l’equivalente di 2,56 kWh sotto forma di combustibili fossili e di conseguenza emessi nell’aria circa 0,65 kg di anidride carbonica (2.56 kWh * 0.255 kg/kWh).

Per produrre un kWh elettrico vengono bruciati mediamente l’equivalente di 2,56 kWh sotto forma di combustibili fossili e di conseguenza emessi nell’aria circa 0,65 kg di anidride carbonica (2.56 kWh * 0.255 kg/kWh).

Pertanto un Tep equivale in termini di CO2 emessa= 5.347,59 kWh  x 0,65 kg di anidride carbonica = 3.476 Kg di CO2 emessa, pari ad un valore economico di 260 euro.

Il nostro terreno che sequestra 5.000 kg di Co2 in termini di valore equivale a : 5000 Kg di CO2 diviso 3.476 Kg di CO2 per 360 euro= 1,438 che moltiplichiamo per il valore della quotazione di 260 euro.

Il valore del nostro certificato del terreno di un ettaro che sequestra Co2 è pari a  € 345,00.

Tale titolo può essere scambiato con imprese che emettono CO2 e pertanto devono decarbonizzare la propria filiera.

Stesso discorso vale con la riduzione di utilizzo pesticidi, azoto, Trattori agricoli, riscaldamento, raffreddamento,  input energetici da fossili, allevamenti, etc.

In conclusione una raccomandazione:
Non bruciate rami, scarti da potatura, piante estirpate per nuovo trapianto,  stoppie, prodotti vegetali, et, c poiché  con tale pratica state riemettendo in atmosfera CO2 già sequestrata e conservata.
Utilizzate tali scarti e sottoprodotti per creare nuovi prodotti (Economia Circolare).

Queste soluzioni richiedono investimenti dal punto di vista umano e finanziario, ma promettono anche rendimenti più elevati creando valore aggiunto e riducendo i costi.

Fonte: GSE – Commissione Europea Green Deal

 

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