Redditività dell’industria agroalimentare del Mezzogiorno per filiere – comparti

redditività imprese agroalimentariMezzogiono:

18,5 Miliardi di euro il valore aggiunto agroalimentare del Mezzogiorno (12,4 mld di euro dell’agricoltura, 6 mld dell’industria alimentare)

Oltre 344 mila imprese agricole e quasi 34 mila imprese dell’industria alimentare (in totale il 18,5% delle imprese del Mezzogiorno)

668 mila occupati nell’agroalimentare (9,8% degli occupati totali) di cui 522 mila nella fase agricola e 146 mila in quella alimentare

7,1 mld di euro le esportazioni di prodotti agroalimentari del Mezzogiorno (di cui 27% prodotti agricoli e 73% prodotti alimentari)

Filiere considerate:
Salumi e carni
Ittico
Conserve vegetali
Olio
Latte e formaggi
Pasta, riso e farine
Prodotti da forno
Caffè,cioccolato, confetteria
Gastronomia & Piatti Pronti
Vino

I prodotti da forno sono il comparto con più alta redditività.
Su 100 € di vendite 84,6€ sono rappresentati da costi e 15,4 € la redditività operativa comprensiva degli accantonamenti (ante gestione finanziaria, straordinaria ed imposte).

4 filiere su 10 nel Mezzogiorno hanno una redditività sensibilmente più elevata rispetto alla media nazionale e rispetto al Centro-Nord (Prodotti da forno, Caffè e cioccolato, Gastronomia e Vino)

6 filiere su 10 nel Mezzogiorno presentano comunque una redditività maggiore rispetto al Centro-Nord

Il livello di immobilizzazioni delle imprese è molto inferiore nel Mezzogiorno e sono immobilizzazioni soprattutto tecniche, mentre al Centro-Nord prevalgono le immobilizzazioni immateriali e finanziarie

Forte dipendenza delle imprese  da fonti esterne di finanziamento che limitano l’autonomia delle scelte aziendali.

Costo del lavoro più basso nel Mezzogiorno: 37 mila euro/addetto rispetto ai 48 mila nel Centro Nord; fanno eccezione i settori Ittico, Pasta, riso e farine e Prodotti da forno.

Il settore agroalimentare nel Mezzogiorno è, nel suo complesso:

  • Più «agricolo» rispetto a quello del Centro Nord
  • Più debole e frammentato in termini strutturali, sia nella componente agricola che in quella dell’industria di trasformazione
  • Molto senilizzato, ma con una dinamica positiva recente dei capi azienda under 40 in agricoltura
  • L’export, in cui la componente agricola è più rilevante che nel Centro-Nord, è cresciuto a tassi elevati; al netto dei flussi commerciali che passano da snodi commerciali collocati fuori del Mezzogiorno

Fonte: Ismea Aprile 2019
Rielaborazione: Bartolomeo Uccio Pazienza

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